Perdere un figlio

Ho 28 anni e un figlio. È successo quando ero troppo stupido per capire la bellezza di quel dono. Pensavo non mi sarei più potuto divertire e che avrei dovuto rinunciare alla libertà dei vent’anni. Oggi è abbastanza grande per capire di essere stato abbandonato. Me ne pento, non l’ho mai visto, non l’ho mai abbracciato. Ho visto qualche foto, ma la madre non mi permette di vederlo. Non l’ho riconosciuto. Pensavo di essere più furbo, ma ero solo il più stupido. Non so perché ti ho scritto, ma in 100 parole ti ho descritto il più grande errore della mia vita.

Ringrazio questo ragazzo per avermi scritto, era impossibile ignorare queste parole e le condivido con tutti voi #dilloin100.

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10 thoughts on “Perdere un figlio

  1. L’unico consiglio che voglio dare a questo ragazzo è che non esiste giusto o sbagliato. Nessuno può giudicare la sua vita o le sue scelte o dargli dei consigli, tanto meno io, tanto meno su qualcosa di così grande. Bisogna provare a perdonarsi e da lì ricorstruire qualcosa di vero e di sincero, per lui e la sua famiglia. Io sono dell’idea che esiste sempre una seconda possibilità, per quanto dolorosa possa essere.

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  2. Sono d’accordo con te…niente è mai perduto per sempre..gli errori si fanno dai più grandi ai più piccoli e li scontiamo sempre, a volte anche con gli interessi..il fatto è che bisogna cercare davvero di perdonarsi perché è l’unico modo che abbiamo per ricominciare…non dovremmo smettere mai di pensare che possiamo ricominciare qualsiasi sia l’errore che abbiamo commesso…vorrei dirlo a lui..come vorrei dirlo a me stessa e a tutti…ognuno di noi credo abbia qualcosa che non riesce a perdonarsi…e che gli impedisce di andare nella direzione dei sogni…è sempre tutto possibile!

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  3. Le nostre decisioni, sono solo e soltanto nostre…e con esse dobbiamo imparare a condividere. Spero che questo ragazzo possa recuperare una vita persa con un figlio che ormai sta crescendo, ed un giorno potrà decidere da solo se conoscere o no colui che insieme alla madre gli ha dato la vita.

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  4. Boh, sempre difficile commentare quando ci sono i sentimenti di mezzo, positivi o negativi che siano.

    Se dovessi da ragionare con testa da genitore.. e mi risulta impossibile farlo, perché credo che di casini potrei farne tanti nella vita, ma non di “abbandonare” un figlio… Mio figlio: ché da quando è nato, ho una splendida (ed ulteriore) ragione di vita (anche se spesso e volentieri mi par di stare su una giostra a seguire le sue evoluzioni da adolescente).

    Ma credo siano capibili i motivi per cui, un figlio non voglia saperne più nulla: un genitore non è solo un cromosoma dato in quota, è amore, pazienza, preoccupazioni e tanto altro. Non è una imposizione tardiva (sia di maturità e di presa di coscienza che un figlio ce l’hai).

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  5. Purtroppo è la triste realtà di tante persone…che pagano un prezzo altissimo alcuni errori che non meriterebbero simile punizione. Non so neanche se ne abbia commessi davvero di errori…Poi un figlio, nelle mani dell’altro genitore viene plasmato con un odio che non è suo e purtroppo ne viene contagiato…spero che, crescendo, abbia la possibilità di capire e di scegliere…

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  6. Stavo dando un’occhiata al tuo blog… questo post ovviamente ha attirato la mia attenzione! Posso capire la sua sofferenza si, quello si! ma non è troppo tardi? Non so, forse sono di parte, mio padre è risorto dopo 22 anni e questo in qualche modo mi ha segnata per sempre! io sono rimasta incinta a 16 e non ho minimamente pensato di abortire, anzi, contro tutto e tutti mi sono “rovinata la vita”, come loro dicevano, ho tenuto segreta la gravidanza fino ai 3 mesi per paura che mi costringessero a fare l’intervento tanto temuto …. Ma che rovinata e rovinata…. io ora ho 26 anni, ho un figlio spettacolare, con il quale vado d’accordo, siamo fratelli, mamma e figlio, amici, un’unica anima! Certo che all’inizio è stata dura…durissima! Ma ne è valsa la pena! Accetto chi decide di pensare prima a se stessi, ma non condivido! Mi spiace per lo sfogo!
    Complimenti per il blog! 🙂

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