Non so chi sono la sera

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Le Chef-d’Œuvre ou Les Mystères de l’horizon. 1955. René Magritte.

Non so chi sono la sera, quando chiudo la porta di casa. Rientro, il gatto mi aspetta, mi lancia qualche fusa. Lo prendo in braccio, lo bacio, mi lecca il naso. Ho fame, mi inganno aprendo il frigorifero. Mi aspetta un cavolo romano. Chiudo. Pentola, acqua, gas, fuoco, sale, fusilli, olio, salsa. Esagero con il parmigiano e la cena è già finità. Fa freddo, prendo una coperta. Quel libro l’ho iniziato da troppo tempo, mi metto nel letto e giro pagina. Sono le 3 di notte. Luce accesa. Dove sono? Bagno, pigiama. Buio. Mi lecca la fronte. Mattino. Non sono io.

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300 disperati

Superare il terzo centinaio di follower mi mette in imbarazzo. Non solo perché trovo il mio blog assolutamente mediocre, ma soprattutto per la responsabilità che  sento rispetto la sopravvivenza di questa creatura. L’unica spiegazione logica è che siate un branco di disperati. Ringraziarvi, tuttavia, è doveroso. Avete centellesimato il vostro cazzeggio per dedicarmelo. Grazie! Per celebrare questa ingiustizia legalizzata ho deciso di prestarvi il mio blog. Vi basterà linkare nei commenti il vostro #bestpost, quello a cui siete maggiormente affezionati. Il migliore sarà ripubblicato su centocaratteri.

Il mio #bestpost è l’amico evaporato, un post sofferto, che parla molto di me.