Non sono nato per

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“Io credo che ciascuno venga al mondo con un motivo preciso, un compito. E credo che le fotografie del piccolo Aylan morto sulla spiaggia di Bodrum fossero il compito della mia vita. Sono venuta al mondo per scattare quelle foto e per scrivere questa storia, spettava a me”Continua a leggere

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L’ultima sigaretta

Ho iniziato a fumare a 19 anni e mezzo. Tardi. Consapevole, come ogni mia scelta. Odiavo quei compagni di classe che fumavano a quattordici anni, lo trovavo inutile e da deboli, oltre che stupido ed autolesionista. Ho iniziato a fumare mentre preparavo l’esame di anatomia umana. Vivevo già fuori casa e non ho mai avuto il coraggio di fumare davanti ai miei genitori. Loro, ovviamente, capirono presto, ma non affrontarono mai il discorso, come una perfetta e ipocrita famiglia italiana. Non so se sarei riuscito a laurearmi senza nicotina. Non parlo della sigaretta, ma della nicotina, una sostanza seducente. Peccato per il catrame e i tumori. Questo lo pensavo quando ancora fumavo; ora so che mi sarei laureato anche senza nicotina, certamente. Rollavo, come si dice in gergo. Tabacco sfuso. Poi ho iniziato a fumare seriamente e la pigrizia mi ha portato a comprare sigarette già pronte. Poi sono ritornato a rollare, perché era più buono. Dopo la laurea ho smesso. Questa volta non per scelta, non si smette mai per scelta. Smetti perché arriva il momento in cui devi smettere. Una gravidanza, una malattia, il più delle volte. Non avendo un utero il mio problema è stato di tipo medico. Niente di grave, ma sufficiente per un ricovero. Penso che questo inconveniente mi abbia regalato almeno una decina di anni in più, da spendere con i nipotini, trascorrendo da maggio a settembre su una spiaggia, all’ombra. Oppure no, non so. Continua a leggere